Aprile e maggio sono i mesi in cui arriva puntuale la stessa domanda: "Ma il 30 giugno quanto devo pagare esattamente?"
È una domanda giustificata, perché il 30 giugno non è una scadenza semplice. Non si paga solo una cosa — se ne pagano due insieme: il saldo dell'imposta 2025 e il primo acconto dell'imposta 2026. Spesso il totale sorprende chi si avvicina alla scadenza senza aver fatto i conti in anticipo.
Questa guida serve a capire esattamente cosa si paga, come si calcola e se conviene rateizzare.
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Cosa si paga il 30 giugno
Il sistema fiscale italiano funziona con un meccanismo di saldo e acconti: si paga l'imposta dell'anno scorso (saldo) e si anticipa parte di quella di quest'anno (acconto). Tutto insieme, in un'unica scadenza.
Il 30 giugno 2026 per un forfettario si versano quindi:
È il motivo per cui giugno è il mese fiscalmente più pesante dell'anno — non c'è modo di aggirarlo, ma si può gestire bene se ci si prepara per tempo.
Come si calcola il saldo 2025
Il saldo è la differenza tra l'imposta sostitutiva definitiva del 2025 e gli acconti già versati a giugno e novembre 2025.
Esempio pratico. Marco è un consulente informatico in Gestione Separata, aliquota al 15%, con 35.000€ di fatturato nel 2025:
Se il saldo è negativo — cioè hai versato più acconti del dovuto — hai un credito d'imposta che puoi usare in compensazione con altri tributi tramite F24, oppure chiedere a rimborso in dichiarazione.
Come si calcola il primo acconto 2026
L'acconto è un'anticipazione dell'imposta del 2026. Si può calcolare in due modi — e la scelta può fare una differenza significativa.
Metodo storico (il più semplice)
Si prende l'imposta sostitutiva definitiva del 2025 e si calcola il 40%. È il metodo predefinito — non richiede di stimare nulla, si usa il dato già noto.
Riprendendo l'esempio di Marco: imposta 2025 = € 3.225 → primo acconto = € 3.225 × 40% = € 1.290.
Metodo previsionale (quando conviene)
Si stima il fatturato del 2026 e si calcola il 40% dell'imposta attesa. Conviene usarlo quando si prevede un calo significativo del fatturato rispetto all'anno precedente — ad esempio per chi ha cambiato attività, ha avuto un periodo di inattività o ha già dati che indicano un anno peggiore.
Attenzione al metodo previsionale: se si stima un fatturato inferiore al reale e si versa un acconto insufficiente, a giugno dell'anno successivo si troverà un saldo maggiorato di sanzioni e interessi. Va usato con cognizione di causa.
Quanto si paga in totale il 30 giugno — esempio completo
Torniamo a Marco. Il 30 giugno 2026 deve versare sia il saldo 2025 che il primo acconto 2026. Vediamo il totale:
Si può rateizzare?
Sì — ed è una delle cose che più non si sa. Il saldo e il primo acconto di giugno possono essere rateizzati in massimo 6 rate mensili, con interessi al 4% annuo. Sulle rate successive alla prima si applicano interessi crescenti.
Le scadenze delle rate, partendo dal 30 giugno, sono:
| Rata | Scadenza | Interessi aggiuntivi |
|---|---|---|
| 1ª rata | 30 giugno 2026 | nessuno |
| 2ª rata | 16 luglio 2026 | 0,33% |
| 3ª rata | 20 agosto 2026 | 0,66% |
| 4ª rata | 16 settembre 2026 | 0,99% |
| 5ª rata | 16 ottobre 2026 | 1,32% |
| 6ª rata | 16 novembre 2026 | 1,65% |
Proroga al 31 luglio: è sempre possibile pagare tutto il 31 luglio (invece del 30 giugno) applicando una maggiorazione dello 0,40% sull'intero importo. Non è una rateizzazione, ma uno slittamento utile se si ha bisogno di qualche settimana in più.
Il secondo acconto di novembre, invece, non è rateizzabile — va versato in un'unica soluzione entro il 30 novembre.
Le scadenze complete del 2026
I codici tributo F24
Il pagamento avviene con modello F24. I codici tributo per l'imposta sostitutiva sono:
Per i contributi previdenziali i codici variano in base alla cassa di appartenenza. I contributi ENPAP (psicologi) non si versano con F24 ma tramite portale ENPAP.
Cosa fare se non si riesce a pagare
Se si supera la scadenza del 31 luglio senza aver versato, si entra nel ravvedimento operoso. Non è la fine del mondo — è uno strumento previsto dalla legge che permette di regolarizzarsi spontaneamente con sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie.
Le sanzioni variano in base ai giorni di ritardo:
- Entro 14 giorni: 0,1% per ogni giorno di ritardo
- Da 15 a 30 giorni: 1,25%
- Da 31 a 90 giorni: 1,39%
- Da 91 giorni a 1 anno: 1,67%
A queste si aggiungono gli interessi legali (1,60% annuo dal 2026) calcolati sui giorni di ritardo.
Importante: il ravvedimento va fatto spontaneamente, prima che arrivi una contestazione formale dall'Agenzia delle Entrate. Se arriva prima una comunicazione di irregolarità, le sanzioni tornano a essere quelle ordinarie (25%).
Il consiglio pratico per non trovarsi impreparati
La cosa che vediamo più spesso in studio è gente che arriva a giugno senza aver accantonato nulla. Non per negligenza — semplicemente perché nessuno gliel'ha mai spiegato chiaramente.
La regola semplice: metti da parte ogni mese una percentuale fissa di ogni incasso su un conto separato. Per la Gestione Separata la quota giusta è tra il 28% e il 32% del fatturato. Non toccare quella somma. A giugno sarà già tutto lì.