IVS · INPS Regime forfettario Aggiornato 2026

Contributi INPS artigiani e commercianti in forfettario 2026: quanto si paga davvero

Dott. Antonino Benvenuto — Dottore Commercialista
Aprile 2026 · Circolare INPS n. 14/2026
10 min di lettura

Tra tutte le categorie di partite IVA in regime forfettario, artigiani e commercianti hanno una particolarità che spesso li sorprende: i contributi previdenziali non aspettano il reddito. C'è una quota fissa — il cosiddetto minimale — che va versata indipendentemente da quanto si è guadagnato. Anche a zero fatturato.

Questa guida spiega come funziona il sistema contributivo IVS nel 2026, con i nuovi importi aggiornati dalla Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, gli esempi di calcolo per casi reali e tutto quello che c'è da sapere sulla riduzione del 35% per i forfettari.

Strumento gratuito: se sei artigiano o commerciante in forfettario, Mastro AC calcola i tuoi contributi IVS, l'imposta sostitutiva e lo scadenziario completo in pochi secondi. Senza registrazione.

I numeri chiave del 2026

€ 18.808
Minimale di reddito 2026
24%
Aliquota artigiani sull'eccedenza
24,48%
Aliquota commercianti sull'eccedenza
−35%
Riduzione per forfettari su richiesta

Come funziona il sistema IVS

Il sistema contributivo per artigiani e commercianti si basa su due livelli distinti, che funzionano in modo molto diverso tra loro.

Il primo livello è il minimale: una quota fissa calcolata su un reddito minimo convenzionale — nel 2026 pari a 18.808 euro — che si paga indipendentemente dal reddito reale. Anche chi ha fatturato poco o nulla paga questa quota. Si versa in quattro rate trimestrali uguali con modello F24.

Il secondo livello è la quota eccedente: se il reddito supera i 18.808 euro, sulla parte in eccesso si applica l'aliquota percentuale (24% per artigiani, 24,48% per commercianti). Questo secondo importo segue le scadenze IRPEF — saldo a giugno, acconti a giugno e novembre.

La logica è la stessa da anni, ma gli importi cambiano ogni anno perché il minimale è agganciato a un indice ISTAT.

Gli importi 2026 nel dettaglio

Voce Artigiani Commercianti
Minimale di reddito € 18.808 € 18.808
Contributo fisso annuo (minimale) € 4.521,36 € 4.611,64
di cui quota maternità € 7,44 € 7,44
Aliquota sull'eccedenza 24% 24,48%
Aliquota oltre € 56.224 25% 25,48%
Massimale prima fascia € 56.224
Contributo fisso con riduzione 35% € 2.938,88 € 2.997,57

La differenza tra artigiani e commercianti: lo 0,48% in più per i commercianti finanzia l'indennizzo per cessazione attività — un sostegno economico per chi chiude il negozio. Non è una tassa in più, è una copertura assicurativa.

Cos'è il massimale di € 56.224? Il 24% (o 24,48%) sull'eccedenza non si applica all'infinito: si ferma a 56.224 euro di reddito. Sulla parte che supera questa soglia l'aliquota sale di un punto — al 25% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti. In pratica è una fascia aggiuntiva che riguarda solo chi ha redditi molto elevati. Per la maggior parte dei forfettari non è un tema rilevante, visto che il limite di fatturato del regime è 85.000 euro e il coefficiente di redditività riduce ulteriormente il reddito imponibile.

Esempio di calcolo — tre scenari reali

Scenario 1 — Parrucchiera con 22.000€ di fatturato

Laura è parrucchiera in regime forfettario, al terzo anno. Coefficiente di redditività 67% (ATECO servizi alla persona). Reddito imponibile: 22.000 × 67% = 14.740€ — sotto il minimale.

Contributi IVS 2026 — Laura, parrucchiera, 22.000€
Reddito imponibile22.000 × 67% = inferiore al minimale
€ 14.740
Contributo fisso sul minimaleSi paga comunque, indipendentemente dal reddito
€ 4.521,36
Quota eccedenteNessuna — il reddito è sotto il minimale
€ 0
Totale contributi IVS
€ 4.521,36

Se Laura avesse richiesto la riduzione del 35%, pagherebbe invece € 2.938,88 — un risparmio di quasi 1.600 euro annui.

Scenario 2 — Commerciante con 40.000€ di fatturato

Marco gestisce un negozio di abbigliamento, forfettario al settimo anno. Coefficiente 40% (commercio al dettaglio). Reddito imponibile: 40.000 × 40% = 16.000€ — ancora sotto il minimale.

Contributi IVS 2026 — Marco, commerciante, 40.000€
Reddito imponibile40.000 × 40% = ancora sotto il minimale
€ 16.000
Contributo fisso commerciantiSi paga sul minimale di 18.808€
€ 4.611,64
Quota eccedenteNessuna
€ 0
Totale contributi IVS
€ 4.611,64

Il caso più frequente: molti artigiani e commercianti in forfettario con coefficiente basso (40%) restano sotto il minimale anche con fatturati elevati. Significa che la quota variabile non scatta mai — si paga solo il fisso, anno dopo anno.

Scenario 3 — Artigiano con 60.000€ di fatturato

Giovanni è installatore idraulico, forfettario al quarto anno. Coefficiente 86% (attività artigiane). Reddito imponibile: 60.000 × 86% = 51.600€ — sopra il minimale.

Contributi IVS 2026 — Giovanni, artigiano, 60.000€
Reddito imponibile60.000 × 86%
€ 51.600
Contributo fisso sul minimale
€ 4.521,36
Quota eccedente il minimale(51.600 − 18.808) × 24% = 32.792 × 24%
€ 7.870,08
Totale contributi IVS
€ 12.391,44

In questo caso il peso contributivo è significativo — circa il 20% del fatturato. È lo scenario in cui la riduzione del 35% fa la differenza più grande: con l'agevolazione i contributi scenderebbero a circa € 8.054.

Calcola i tuoi contributi IVS in pochi secondi
Mastro AC calcola contributi fissi, quota eccedente, imposta sostitutiva e scadenziario per artigiani e commercianti in forfettario. Gratis, nessuna registrazione.
Apri Mastro AC →

La riduzione del 35% per i forfettari

Questa è probabilmente la cosa meno conosciuta tra artigiani e commercianti in regime forfettario. Chi applica il forfettario ha diritto a una riduzione del 35% su tutti i contributi IVS — sia quelli fissi sul minimale che la quota variabile sull'eccedenza.

Non è automatica. Va richiesta.

Come si richiede

  1. Accedi al portale INPS con SPID o CIE
  2. Vai al Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti
  3. Seleziona "Domande telematizzate" → "Regime agevolato ex art. 1, comma 111, L. 208/2015"
  4. Invia la dichiarazione di responsabilità

La domanda va presentata entro il 28 febbraio di ogni anno per chi è già attivo. Per il 2026 la scadenza è già passata — ma chi aveva già presentato la domanda negli anni precedenti è coperto automaticamente.

Attenzione alla pensione: la riduzione del 35% non è solo un risparmio — è anche meno contribuzione accreditata. Chi sceglie questa opzione costruisce una pensione inferiore. Non è la scelta giusta per tutti. Vale la pena valutarla con un commercialista in base alla propria situazione previdenziale complessiva.

La riduzione del 50% per chi ha aperto nel 2025

La Legge di Bilancio 2025 aveva introdotto una riduzione ancora più vantaggiosa — il 50% per i primi 36 mesi — per chi si iscriveva per la prima volta alla Gestione Artigiani e Commercianti nel 2025. Chi ha aperto nel 2025 continua a beneficiarne nel 2026 per la durata residua dei 36 mesi. La misura non è stata rinnovata per le nuove iscrizioni 2026 e non è cumulabile con la riduzione del 35%.

Le scadenze 2026

Le scadenze sono due tipi con logiche diverse:

Maggio 18

1ª rata contributi fissi sul minimale

Prima delle quattro rate trimestrali uguali. Stessa data per artigiani e commercianti.

Giugno 30

Saldo + 1° acconto quota eccedente

Per chi ha superato il minimale nel 2025 — stessa scadenza IRPEF. Rateizzabile in 6 rate fino a novembre.

Agosto 20

2ª rata contributi fissi sul minimale

Seconda rata trimestrale. Importo identico alla prima.

Novembre 16

3ª rata fissi + 2° acconto eccedente

Terza rata del minimale e secondo acconto sulla quota variabile. Non rateizzabile.

Feb 2027 16

4ª rata contributi fissi sul minimale

Ultima rata dell'anno contributivo 2026. Si versa nel primo trimestre dell'anno successivo.

Dove trovare gli importi esatti: gli importi personalizzati e i modelli F24 precompilati sono nel Cassetto Previdenziale del portale INPS, sezione "Dati del mod. F24". Lì trovi tutto già calcolato con i tuoi dati specifici.

Domande frequenti

Quanto pagano di contributi gli artigiani in forfettario nel 2026?
Il contributo fisso minimo per gli artigiani nel 2026 è di 4.521,36 euro annui (inclusa quota maternità). Per redditi superiori a 18.808 euro si aggiunge il 24% sulla parte eccedente. Con la riduzione del 35% per forfettari il fisso scende a circa 2.938 euro.
Cosa succede se il mio reddito è inferiore al minimale di 18.808€?
Si pagano comunque i contributi fissi calcolati sul minimale — 4.521,36€ per gli artigiani, 4.611,64€ per i commercianti. Non c'è riduzione proporzionale al reddito effettivo. L'unica riduzione disponibile è quella del 35% per chi è in forfettario, su richiesta.
Come funziona la riduzione del 35% e come si richiede?
La riduzione del 35% si applica a tutti i contributi IVS — fissi e quota eccedente — per chi è in regime forfettario. Va richiesta entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il Cassetto Previdenziale INPS (non è automatica). Una volta ottenuta si rinnova automaticamente ogni anno senza nuova domanda, a meno di rinuncia esplicita.
Qual è la differenza tra artigiani e commercianti per i contributi?
L'aliquota sull'eccedenza è del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti. La differenza dello 0,48% finanzia l'indennizzo per cessazione attività commerciale. Il minimale di reddito e le scadenze sono identici per entrambe le categorie.
Quando si pagano le rate dei contributi fissi con F24?
Le quattro rate dei contributi fissi sul minimale scadono il 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. La quota eccedente il minimale segue invece le scadenze IRPEF: saldo e primo acconto entro il 30 giugno (rateizzabile), secondo acconto entro il 30 novembre.

Articoli correlati